Ricordato Mons. Angelo Massaro
La cittadina ricorda l'arciprete don Angelo Massaro, guidò i carovignesi con illuminata saggezza umana e pastorale

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Da mons. Angelo Catarozzolo, vicario generale emerito dell'arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, riceviamo e pubblichiamo. "Vi invitiamo a rendere grazie a Dio per le meraviglie operate in don Angelo". Così termina il manifesto delle tre Comunità parrocchiali di Carovigno, per la celebrazione del 25° anniversario della morte del compianto Arciprete don Angelo Massaro. La liturgia commemorativa di oggi alle 18 nella nuova chiesa di S. Maria del Soccorso, verrà presieduta dall'Arcivescovo emerito, mons. Settimio Todisco. à‰ giusto ricordare il pastore zelante e premuroso che per un trentennio ha guidato al comunità ecclesiale carovignese con illuminata saggezza umana e sacerdotale. La pietà per i defunti, fortemente radicata nel popolo cristiano, viene espressa nel culto liturgico della Chiesa nel contesto evangelico del comandamento dell'amore che sostanzia il cammino di fede dei discepoli di Cristo. La fede nel Signore risorto, tutt'ora vivente nella Chiesa, alimenta i vincoli indelebili tra la comunità pellegrina nella storia e la Comunità celeste che ha raggiunto l'approdo della salvezza nel grande mistero dell'Eucaristia che è "segno di unità e vincolo di carità ". Nel Signore della vita vengono superate le barriere del tempo e dello spazio, in quell'"Oltre" che è ancora qui, sulla terra, ma che già reca in sè le radici dell'immortalità . Un presente esistenziale collocato tra "il già " ed il "non ancora" che diviene "comunione dei santi", nell'evento perenne del Dio-con-noi, il Signore della vita. Tale visione della storia e del destino futuro dell'uomo valorizza in pieno il ricordo memore, affettuoso, riconoscente dei cari defunti, assai diverso della pura commemorazione storica, perchè sublimata dalla Pasqua di Gesù, garanzia di vita vera nel giorno che non conosce tramonto. In questo spirito, va vissuta la memoria di don Angelo Massaro; momento di rimembranza e di preghiera, per sentire ancora viva ed esemplare la testimonianza del ministro di Dio, appassionato servitore della comunità con il carisma della serenità dialogante, della fermezza dei principi morali, dell'amore pastorale umile e generoso verso tutti. Proveniente da S. Vito dei Normanni, sua città natale, giunse a Carovigno nel febbraio del 1949 come vicario parrocchiale dell'Arciprete don Angelo Perrino, al quale succedette nel ruolo arcipretile il 2 dicembre 1951. I dati anagrafici non hanno l'eloquenza per esprimere un impegno da lui profuso nella cura delle anime nella duplice temperie del periodo post-bellico e della primavera della Chiesa nella stagione conciliare del Vaticano II. Il rinnovamento della pastorale nel rispetto delle tradizioni religiose del territorio, la promozione delle realtà associative e dell'Azione Cattolica in particolare, il decoro dei luoghi di culto furono in cima alle sue premure di guida religiosa della città affidatale dalla fiducia dell'Arcivescovo diocesano. Rimangono le orme da lui tracciate per l'incremento della pietà mariana nella cura del Santuario di Maria Ss. di Belvedere e, in particolare, il completamento della nuova chiesa parrocchiale. Un tempio di grandi proporzioni, rimasto incompleto per anni ed anni, esposto all'ingiuria del tempo, trovò in don Angelo il protagonista di un intervento che si può definire storico. Egli lo riconsegnò alla città a prezzo di grandi sacrifici personali e familiari. Ricostruito il tempio spirituale della sua gente, compì anche l'opera di ricostruzione della grande chiesa, monumento di fede cui legare il suo fecondo ministero sacerdotale. In questa ricorrenza commemorativa, il riferimento alla nuova chiesa da lui tenacemente voluta per la gloria di Dio ed in onore di S. Maria Assunta e dei Ss. Filippo e Giacomo, assurge ad un significato di particolare attualità . La liturgia anniversaria della morte viene celebrata in un'altra chiesa nuova, consacrata qualche settimana fa. Un filo d'oro congiunge la due chiese: la chiesa voluta, riedificata da don Angelo, conserva il privilegio della ideale maternità che l'ha generata dal suo grembo, quasi rinnovata testimonianza di paternità dell'Arciprete Massaro, tutt'ora vivo nel cuore dei suoi parrocchiani
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