Piano Sociale di Zona
Approvato in Consiglio Comunale la prima parte del piano sociale di zona ambito 3 AUSL BR/1

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E' stato approvato all'unanimità in Consiglio Comunale la prima parte del piano sociale di zona ambito 3 AUSL BR/1 comuni di (Francavilla, Carovigno, Oria, San Michele, Villa Castelli, Ceglie).
Riportiamo l'intervento in Consiglio dell'Assessore ai Servizi Sociali di Carovigno Carmine Brandi:
Signor Presidente, Signor Sindaco, colleghi Consiglieri. Quella che si propone oggi al consiglio comunale è l'approvazione della prima parte del Piano sociale di zona, costituita dalla programmazione generale, nella quale sono fissati gli obiettivi da conseguire, le priorità degli interventi e le relative risorse destinate alle varie aree di attività . La seconda parte del piano conterrà invece i singoli progetti, con le risorse finanziarie, umane e strumentali ad essi destinate.
àˆ altresì sottoposto all'attenzione del consiglio comunale lo schema di Accordo di programma, che sarà sottoscritto dai sindaci, dal direttore del Distretto socio-sanitario, nonchà© dal presidente della Provincia di Brindisi, al solo fine di rendere consapevole il massimo organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo di ciascun ente di un percorso impegnativo appena avviato, che avrà per tappa immediatamente futura la sottoscrizione fra gli enti interessati di una convenzione, quale strumento di associazione fra i comuni per la gestione coordinata ed integrata dei servizi sociali sul territorio dell'Ambito, così come prevista dall'art. 30 del T.U. E.L. 267/2000.
Il predetto schema di 'Accordo di programma, insieme alla prima parte del Piano sociale di zona per il triennio 2005-2007 che ad esso è allegato, è stato approvato dal Coordinamento Istituzionale nella seduta del 6 luglio 2005.
Dopo un lungo e laborioso lavoro da parte del coordinamento Istituzionale(organo politico costituito da tutti i sindaci dell'ambito territoriale) e del gruppo tecnico (costituito dai responsabili di settore dei servizi sociali di ogni comune e dagli assistenti sociali), con la consulenza richiesta dal gruppo tecnico al CIASU (Centro alti studi Universitari), si è giunti all'elaborazione del Piano sociale mediante il metodo della programmazione partecipata, attraverso la costituzione e la successiva attività di un Tavolo della concertazione che è stato attivato sia nei singoli comuni come a livello di Ambito, nel quale è stata coinvolta direttamente la realtà locale del Terzo settore (associazioni di volontariato, cooperative sociali, oratori e parrocchie), nonchà© le organizzazioni sindacali e le rappresentanze delle scuole. Questo processo di concertazione si è conclusa con appositi verbali e protocolli d'intesa aventi lo scopo di formalizzare l'adesione al Piano dei soggetti interessati, per la successiva prosecuzione dell'attività concertativa che sarà finalizzata alla progettazione esecutiva e di dettaglio.
Il Piano di zona è l'occasione offerta ai Comuni per valutare, programmare e guidare il proprio sviluppo e va visto e realizzato come piano regolatore del funzionamento dei servizi alle persone.
il Piano di zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti istituzionali per: analizzare i bisogni e i problemi della popolazione sotto il profilo qualitativo e quantitativo". "Il Piano di zona contestualizza le finalità e gli obiettivi definiti nel Piano sociale regionale con riferimento alle esigenze e ai bisogni locali.
Si propone di
a) di promuovere la partecipazione di tutti i soggetti pubblici, dei privati cittadini e del privato sociale, le organizzazioni sindacali, le associazioni sociali, di famiglie e di tutela degli utenti;
b) di promuovere una gestione, in forma associata, e delle funzioni amministrative riguardanti gli interventi sociali da realizzare sul territorio di competenza, e dei servizi socio-assistenziali;
c) di promuovere e realizzare, nell'ambito territoriale di riferimento, come determinato dalla Regione, una gestione unitaria del sistema locale integrato di interventi e servizi sociali, attraverso la condivisione del sistema di regole per l'organizzazione dei servizi e l'accesso degli utenti, la condivisione delle risorse economiche, professionali e strutturali, nonchà© delle procedure di gestione amministrativa e contabile, di monitoraggio e di rendicontazione;
d) di regolare compiutamente l'esercizio associato di alcuni servizi, individuando per ognuno il soggetto tecnico gestore e il soggetto amministrativo responsabile della gestione, nonchà© le modalità di suddivisione dei costi e le modalità di compartecipazione dei cittadini interessati a tali servizi;
e) di realizzare, di concerto con l'Azienda Unità Sanitaria Locale Br/1, la piena integrazione tra i Servizi sociali comunali e i Servizi sociali e sanitari della AUSL.
Le priorità :
Responsabilità Familiari:
- azioni integrate di sostegno alla genitorialità e alle responsabilità familiari, d'intesa con l'Ausl e le organizzazioni del Terzo Settore specializzate del territorio, per sostenere le nuove coppie con interventi di micro-credito al consumo, e di promuovere famiglie aperte all'accoglienza ed alla solidarietà , attraverso interventi di affido ed adozione, inclusa la partecipazione al sovrambito provinciale.
Minori:
- interventi di Educativa Domiciliare (ADE);
- realizzazione ed implementazione di centri aggregativi, e rafforzamento della rete di servizi per la prima infanzia.
Anziani:
- Implementazione di servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e di Assistenza Domiciliare Sociale (SAD);
- Implementazione di centri sociali aperti e centri diurni, da connettersi in rete, anche attraverso un coordinamento unitario degli interventi.
Disabili:
- attivazione servizi di assistenza domiciliare integrata (ADI), progetti individualizzati integrati con l'Ausl, azioni di inserimento sociale e lavorativo, anche d'intesa con il Centro per l'Impiego e gli Enti di Formazione Professionale;
- valorizzazione e potenziamento di una rete di centri socio-educativi destinati ai diversamente abili;
- interventi per disabili gravi rimasti privi di familiari, attraverso la partecipazione allo specifico sovrambito provinciale.
Dipendenze:
- l'implementazione, d'intesa con il Ser.t., di azioni di prevenzione primaria e secondaria, per preadolescenti, nelle scuole medie dei Comuni dell'Ambito, anche attraverso la creazione di apposita equipe multiprofessionale, e, d'intesa con il Centro per l'Impiego e gli Enti di Formazione Professionale, di azioni di inclusione sociale e lavorativa di ex-tossicodipendenti.
Salute Mentale:
- attivazione ed implementazione di Centri Diurni per disabili psichici, che svolgano anche funzioni di supporto e sollievo destinate alle famiglie degli stessi.
Immigrazione:
- accogliendo il progetto sovrambito provinciale, si è ritenuto di attivare, presso il Segretariato Sociale Professionale di Ambito, uno sportello di informazione ed orientamento per gli immigrati, con annesso laboratorio multiculturale.
Contrasto alla povertà :
- Implementazione di servizi di pronto intervento sociale.
Azioni trasversali e di sistema:
- Servizi di Pronto Intervento Sociale, per potenziare il Servizio Sociale Professionale, istituendo l'equipe d'Ambito, e creare il Segretariato Sociale Professionale, articolato in front office municipali, con funzione di Sportello Unico d'Accesso ai Servizi e PUA, d'intesa con l'Ausl.
All'interno del piano sono previsti interventi con progetti di Sovrambito :
In un apposito incontro del Coordinamento istituzionale con l'assessore della Provincia di Brindisi sono stati recepiti i progetti proposti dalla Provincia, a cui il territorio dell'Ambito aderisce, poichà© essi soddisfano esigenze e bisogni espressi dalle corrispondenti aree di riferimento. Essi riguardano:
1. la progettazione ed attivazione dei servizi di supporto all'istruzione di videolesi ed audiolesi;
2. uno sportello di informazione ed orientamento per gli immigrati, con annesso laboratorio multiculturale, con lo scopo di creare le condizioni per un dialogo tra le culture ed il reciproco conoscersi e riconoscersi, da realizzarsi d'intesa con l'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia, attraverso un Patto Territoriale per l'Immigrazione ed il Dialogo tra le Culture, con il concorso dei diversi attori sociali territoriali, pubblici e privati, impegnati sull'immigrazione e l'accoglienza: UTG Prefettura di Brindisi, Comune di Brindisi (e Comuni dell'Ambito di Mesagne e di Fasano che vi hanno già aderito), CSA MIUR di Brindisi, CGIL, CISL, e UIL, CROCE ROSSA di Brindisi, CIR, CARITAS, ARCI ed ACLI;
3. il progetto di sensibilizzazione, informazione, formazione su affido familiare ed adozione (art. 14 L.R. 17/2003; Piano Regionale delle Politiche Sociali, p 184 e ss. ediz rilegata), per l'informazione, l'orientamento e la rilevazione ed acquisizione di disponibilità delle famiglie all'affido familiare, con eventuale conseguente creazione di apposita banca dati provinciale. Tale progetto, proposto dalla Provincia di Brindisi, incontra la disponibilità di questo Ambito, secondo le modalità più funzionali di integrazione con la AUSL per quanto di sua competenza;
4. il piano di Azione Provinciale per la Prevenzione e la Cura del Maltrattamento e abuso all'infanzia (art. 14 L.R. 17/2003; Piano Regionale delle Politiche Sociali, p 184 e ss. ediz rilegata), proposto dalla Provincia di Brindisi, come per il precedente, incontra la disponibilità di questo Ambito. Il progetto sarà realizzato d'intesa tra i comuni, l'AUSL, il CSA MIUR, l'UTG-Prefettura, e l'USSM. Esso prevede: coordinamento provinciale; à©quipe multiprofessionale integrata AUSL a servizio dei 4 Ambiti Zona, operante d'intesa, ed a supporto, dei Servizi Sociali Comunali e dei Consultori Familiari; percorsi di sensibilizzazione ed informazione, a cura della Provincia e dei Comuni; percorsi di formazione per gli operatori dei servizi territoriali e della stessa à©quipe multiprofessionale, a cura della Provincia; spot televisivi ed inserzioni.
5. la realizzazione di una struttura per il "DOPO DI NOI". Il progetto, che consiste nella predisposizione di servizi residenziali per disabili rimasti privi degli ascendenti o comunque dei propri familiari, incontra la disponibilità di questo Ambito, per la cui realizzazione, è necessaria oltre che l'intesa con la Provincia e la AUSL, un territorio di utenza ed energie di dimensioni più vaste.
In definitiva, il Piano di zona sarà lo strumento e l'occasione nelle mani dei comuni per garantire le concordanza tra i programmi, gli obiettivi e i risultati attesi, da un lato, e le previsioni finanziarie annuali e pluriennali dei Comuni alla realizzazione degli obiettivi, dall'altro. La maggiore interazione tra i soggetti, nel rispetto dei ruoli e delle specifiche funzioni, può essere garanzia di maggior tutela delle persone, in particolare di quelle più deboli che, spesso, oltre a non essere in grado di soddisfare autonomamente i propri bisogni, non sempre riescono a formulare domande pertinenti ai servizi. Questo strumento può risultare la risposta strategica all'esigenza di passare da una cultura assistenziale di erogazione di prestazioni alla persona bisognosa ad una politica positiva di servizi, fra loro integrati, a favore della comunità locale".
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