CAROVIGNO Il Comune mobilita 7 volontari del servizio civile per un'azione concordata

CAROVIGNO Il Comune mobilita 7 volontari del servizio civile per un'azione concordata

Carmine Brandi Assessore Servizi Sociali

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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 07/01/2006. Carovigno Il Comune corre ai ripari contro i rischi di devianza minorile dove, spesso, il primo passo verso il baratro è rappresentato dall'abbandono della scuola. Da qui l'idea di intervenire prima che i soggetti a rischio possano superare la soglia di non ritorno, offrendo sostegno scolastico agli alunni a rischio, nel tentativo di evitare pericoloso abbandoni ed evasioni laddove gli stessi non riescono autonomamente a proseguire gli studi. àˆ quanto l'assessorato ai Servizi sociali del Comune di Carovigno sta attuando, da un po' di tempo, d'intesa con la scuola media "Cavallo-Morelli", utilizzando il lavoro di sette volontari del servizio civile. Il compito che i volontari stanno svolgendo è quello di seguire individualmente i ragazzi con problemi scolastici, durante il loro percorso di studio e formazione. "La scelta dei ragazzi che hanno beneficiato di questo servizio - ha detto l'assessore ai Servizi sociali Carmine Brandi - è stata assecondata dopo un'attenta analisi della situazione scolastica del richiedente e su segnalazione dei docenti e delle scuole presenti sul nostro territorio". Attualmente, a beneficare di quest'importante servizio, sono circa quaranta ragazzi che vengono seguiti costantemente dai 7 volontari, tutti carovignesi: Giusy, Mara, Valentina,Maria, Maria Concetta, Maria Luisa e Tonia, coordinati da un operatore responsabile Giuseppe Elia Brandi. "L'iniziaiva - ha aggiunto Brandi - s'inserisce nel campo dei progetti promossi dal comune a sostegno dei diritti e delle opportunità  dei ragazzi più giovani". Prendersi quindi cura dei giovani studenti con una metodologia di lavoro che privilegi l'accoglienza e l'ascolto dei loro problemi, con l'aiuto di un'equipe ed attraverso percorsi educativi personalizzati e flessibili: è questo l'obiettivo che si è prefisso l'assessorato ai Servizi sociali. Tre le fasi essenziali che caratterizzano questo lavoro, infatti, figurano l'accoglienza del minore; l'elaborazione della migliore strategia di recupero scolastico; il monitoraggio e la verifica bi-mensile o quadrimestrale dei risultati raggiunti. Di fondamentale importanza, in tutto ciò, è il momento in cui si stabilisce un rapporto di reciproca fiducia tra il ragazzo, il volontario e la famiglia: "Naturalmente - ha concluso Brandi - l'obiettivo finale di tale attività  non è solo il recupero scolastico ma lo sviluppo delle capacità  individuali dell'utente e l'interiorizzazione di valori e schemi alternativi ai modelli negativi che alimentano i fenomeni della dispersione scolastica". Durante il percorso di sostegno scolastico, i volontari sono costantemente in contatto con i docenti delle scuole di appartenenza dei ragazzi, per seguire nel modo migliore lo studente nel suo delicato percorso. Pasquale Camposeo

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